{"id":431,"date":"2013-07-09T15:18:00","date_gmt":"2013-07-09T13:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=431"},"modified":"2016-02-06T17:45:29","modified_gmt":"2016-02-06T16:45:29","slug":"insegnare-a-produrre-testi-per-lo-studio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=431","title":{"rendered":"Insegnare a produrre testi per lo studio"},"content":{"rendered":"<p>Redazione del testo: Gabriele Pallotti<\/p>\n<p>Si dice spesso che per imparare a scrivere bene occorre leggere molto, e il consiglio sbrigativo che tanti insegnanti danno agli alunni che non scrivono bene \u00e8 \u2018leggi di pi\u00f9\u2019. Certo, leggere male non fa, ma i suoi effetti diretti sulla capacit\u00e0 di scrittura sono piuttosto deboli, come quelli che pu\u00f2 avere guardare molte partite di calcio per chi vuole diventare un bravo calciatore. Per imparare un\u2019abilit\u00e0 serve allenamento, molto allenamento, che non significa solo \u2018scrivere testi\u2019, che spesso sono temi, ma allenare ogni singolo sotto-processo della competenza di scrittura con frequenti esercizi mirati (si veda la <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=385\">sezione sulla scrittura<\/a> in questo sito): per riprendere il paragone, non si impara a giocare bene a calcio solo giocando tante partite, ma anche facendo esercizi che sviluppano abilit\u00e0 specifiche, che verranno poi utilizzate tutte insieme sul campo di gioco.<\/p>\n<p>Inoltre, chi sa giocare bene a calcio, come chi sa suonare uno strumento o chi sa dipingere, capiscono molto meglio le partite di calcio, le partiture musicali o il linguaggio dell\u2019arte: dunque, le abilit\u00e0 produttive sostengono quelle ricettive molto di pi\u00f9 del contrario. Lo stesso vale per il rapporto tra scrittura e lettura: chi ha imparato a scrivere bene \u00e8 consapevole che un testo si compone di nuclei tematici, che ha una struttura concettuale, una logica, che sta insieme grazie a una serie di legami coesivi, che richiede la scelta attenta di parole e strutture grammaticali. Questa consapevolezza lo aiuter\u00e0 a smontare i testi che legge, a capirne la struttura, a estrarne cio\u00e8 le idee, senza limitarsi a copiare o memorizzare qualche frase. Una lettura di questo tipo su materiali che trattano aspetti del curricolo di storia, di scienze o di altre discipline, associata a una scrittura che sviluppi gli stessi argomenti, \u00e8 il modo migliore per far apprendere queste materie, generando una comprensione profonda e tracce mnemoniche durature di ci\u00f2 che veramente serve ricordare.<\/p>\n<p>Sono questi i motivi per cui <strong>la scrittura \u00e8 uno strumento potente per lo studio<\/strong> delle discipline scolastiche. Bisogna per\u00f2 che la didattica segua alcuni principi metodologici. La scrittura per lo studio serve in primo luogo a spodestare il tema, che in molte classi \u00e8 ancora il genere testuale pi\u00f9 praticato quando si scrive. Da oltre mezzo secolo si critica il tema, per molte buone ragioni, riportate nella sezione sulla scrittura di questo sito, la principale delle quali \u00e8 che sovente i temi si basano su idee vaghe, inconsistenti, che gli alunni sono costretti a partorire senza averne alcuna voglia, su argomenti spesso alieni o a loro oscuri. Scrivere per lo studio invece comporta scrivere sempre a partire da idee, informazioni, dati precisi e concreti. Per fare ci\u00f2, si fornir\u00e0 agli alunni un dossier informativo, sul modello di quello usato nell\u2019Esame di stato alla conclusione del ciclo della scuola secondaria (una volta si chiamava \u2018esame di maturit\u00e0\u2019). In questo modo gli alunni non devono \u2018inventarsi\u2019 le cose da dire, ma devono raccogliere e organizzare le idee, che \u00e8 ci\u00f2 che si fa nella vita quotidiana e professionale; inoltre, in fase di valutazione si potranno valutare le pure competenze linguistico-cognitive, senza farsi confondere dalla valutazione della quantit\u00e0 di conoscenze o di fantasia dell\u2019alunno, che riguarda un piano completamente diverso rispetto a quello della didattica della scrittura. Si noti che non c\u2019\u00e8 nulla di male nel fare svolgere attivit\u00e0 creative, che mettano in gioco la fantasia: bisogna per\u00f2 chiarirsi che si tratta di una palestra di fantasia, non di scrittura.<\/p>\n<p>La costruzione di un buon dossier \u00e8 dunque cruciale. Il requisito pi\u00f9 importante \u00e8 che contenga <strong>dati<\/strong>, non <strong>spunti<\/strong>. I dati sono informazioni concrete, cose da dire, che l\u2019alunno dovr\u00e0 comprendere e organizzare, ma senza dovere necessariamente aggiungere altro; gli spunti, invece, sono abbozzi di idee, piste da seguire per inventarsi i propri contenuti, insomma, non sono molto diversi dalla \u2018traccia\u2019 del famigerato tema. I dati possono venire da materie curricolari oppure da qualunque altra area tematica; possono essere forniti sotto forma di immagini, video, tabelle, grafici. I dati forniti sotto forma di testi devono essere utilizzati con cautela: c\u2019\u00e8 infatti il forte rischio che gli studenti li copino pari pari, come fanno in molte \u2018ricerche\u2019, senza passare dalla fase di estrazione ed elaborazione delle idee, ma rimanendo solo al livello superficiale delle parole e frasi trasportate (con qualche adattamento, spesso maldestro) dal testo di origine a quello finale. Soprattutto nelle prime esperienze di scrittura documentata sar\u00e0 dunque importante scoraggiare questo atteggiamento, fornendo dossier (quasi) esclusivamente non verbali, o contenenti poche espressioni linguistiche sotto forma di testi discontinui, cio\u00e8 come tabelle, grafici, appunti. Quando gli alunni avranno solidamente interiorizzata la capacit\u00e0 di estrarre le idee dal dossier, e saranno consapevoli che si scrive a partire da queste idee, non da brandelli di testo copiati pi\u00f9 o meno fedelmente, allora si potr\u00e0 chiedere loro di estrarre le idee da testi verbali continui.<\/p>\n<p><strong>A livello curricolare<\/strong>, si partir\u00e0 fornendo dossier molto semplici, costituiti da una sola fonte, come una tabella, un video, un foglio con alcune immagini ed eventuali didascalie, su cui scrivere testi molto brevi. Gli studenti si abitueranno in questo modo a lavorare sull\u2019esattezza: esprimere poche idee in poco spazio costringe a essere precisi, a esporre fedelmente i contenuti, a organizzarli nel modo pi\u00f9 efficace possibile. In seguito i dossier si amplieranno, contenendo varie fonti di diversa natura e complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche le operazioni da compiere sui dati potranno essere di difficolt\u00e0 crescente. Inizialmente si potranno assegnare esercizi in cui si richiede di estrarre, da pochi dati e poche righe di testo, il massimo delle implicazioni <em>legittime<\/em> possibili, discutendo poi quali di queste implicazioni sono banali, quali non sono logicamente fondate, e quali sono invece pertinenti e interessanti. Gli studenti devono abituarsi cio\u00e8 a leggere attentamente le righe, ma anche <em>tra<\/em> le righe, distinguendo con cura le proprie idee da quelle presentate o implicate dal testo: potremmo parlare di \u2018spremere il dossier\u2019. Un altro lavoro utile sar\u00e0 esercitarsi a manipolare le idee, in esercizi di gerarchizzazione, collegamento, divisione. In seguito, si discuteranno forme di organizzazione adatte a diversi generi testuali e a diversi effetti retorici, preparandosi cio\u00e8 a stendere delle scalette per i testi. Infine, si daranno esercitazioni in cui vengono richieste tutte queste operazioni: la spremitura del dossier, l\u2019organizzazione delle idee, la preparazione della scaletta e la redazione del testo.<\/p>\n<p>Sono quindi <strong>due le dimensioni su cui si pu\u00f2 intervenire<\/strong> per sviluppare gradualmente la capacit\u00e0 di scrivere saggi e articoli documentati: la quantit\u00e0 di informazioni da esporre e la quantit\u00e0 di operazioni cognitive da compiere. Avremo quindi tre grandi tipi di esercizi:<\/p>\n<p><strong>Esercizi di tipo A<\/strong>. Svolgere solo alcune operazioni cognitive su un dossier di dati abbastanza esteso e sui testi scritti a partire da esso.<em> Ad esempio<\/em>: raccogliere e\/o organizzare molte idee; rivedere la forma di un testo gi\u00e0 scritto.<br \/>\n<strong>Esercizi di tipo B<\/strong>. Svolgere una serie di operazioni cognitive complesse (come sono quelle necessarie per scrivere un testo in tutte le sue fasi) su un insieme di dati limitato. <em>Ad esempio<\/em>: scrivere un paragrafo a partire da pochi dati.<br \/>\n<strong>Esercizi di tipo C<\/strong>. Svolgere tutte le operazioni cognitive implicate nel processo di scrittura a partire da un dossier di dati esteso, per giungere alla redazione di un testo di una certa complessit\u00e0 e lunghezza. <em>Ad esempio<\/em>: svolgere una prova dell\u2019esame di stato; scrivere una relazione in una disciplina scolastica; scrivere una tesina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione del testo: Gabriele Pallotti Si dice spesso che per imparare a scrivere bene occorre leggere molto, e il consiglio sbrigativo che tanti insegnanti danno agli alunni che non scrivono bene \u00e8 \u2018leggi di pi\u00f9\u2019. 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