{"id":424,"date":"2013-07-09T15:17:01","date_gmt":"2013-07-09T13:17:01","guid":{"rendered":"http:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=424"},"modified":"2013-10-02T12:38:21","modified_gmt":"2013-10-02T10:38:21","slug":"insegnare-a-produrre-testi-argomentativi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=424","title":{"rendered":"Insegnare a produrre testi argomentativi"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nTD P { margin-bottom: 0cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }TD P.western { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }TD P.cjk { font-family: \"Droid Sans\"; font-size: 12pt; }TD P.ctl { font-family: \"Lohit Hindi\"; font-size: 12pt; }P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: \"Droid Sans\"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: \"Lohit Hindi\"; font-size: 12pt; }\n--><\/style>\n<p>Come per ogni altro testo, la redazione di un buon testo argomentativo parte dalla raccolta delle idee, che in questo caso corrispondono a vari argomenti a favore di una o pi\u00f9 tesi, con possibili obiezioni e loro eventuali confutazioni. Questo tipo di idee vengono generate spontaneamente nel confronto tra pari ed \u00e8 perci\u00f2 buona norma iniziare un percorso di redazione di testi argomentativi con una discussione, in classe o a piccoli gruppi. Se la discussione fosse libera, i vari argomenti e contro-argomenti sarebbero raccolti in ordine sparso, richiedendo poi agli alunni di trovare loro un ordine logico. Ci\u00f2 \u00e8 piuttosto difficile ed \u00e8 bene condurre le prime discussioni con l\u2019ausilio di qualche schema preconfezionato per la raccolta delle idee. Ad esempio, per ciascuna tesi, si potrebbe dare una tabella generale come la seguente, chiedendo agli alunni di riempirne i diversi campi.<\/p>\n<table width=\"643\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<colgroup>\n<col width=\"312\" \/>\n<col width=\"313\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Tesi<\/td>\n<td width=\"313\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Base<\/td>\n<td width=\"313\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Regola generale<\/td>\n<td width=\"313\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Sfondo di conoscenze che portano alla regola<\/td>\n<td width=\"313\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Oppure una tabella pi\u00f9 semplice come questa, in cui non si sviluppa tanto la formulazione di ogni singolo argomento, ma si evidenzia l\u2019esistenza di contro-argomenti:<\/p>\n<p>Tesi n. 1<\/p>\n<table width=\"643\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<colgroup>\n<col width=\"312\" \/>\n<col width=\"312\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Argomenti a favore<\/td>\n<td width=\"312\">Obiezioni<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"312\">&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>In questa fase di discussione, l\u2019insegnante dovr\u00e0 tenere un ruolo il pi\u00f9 possibile neutrale, di facilitatore, senza valutare le diverse opinioni espresse, senza confutarle o approvarle e imponendo cos\u00ec di fatto il suo punto di vista, ma sollecitandone la produzione, l\u2019esplicitazione, l\u2019articolazione in basi, regole e conoscenze di sfondo che le giustificano. Avr\u00e0 insomma il ruolo del sofista nella retorica classica, che non si impegnava a favore di nessuna tesi, ma si esercitava a trovare argomenti a favore di ciascuna. Al limite, e in una fase pi\u00f9 avanzata della discussione e del percorso di insegnamento, l\u2019insegnante potr\u00e0 giocare il ruolo dell\u2019avvocato del diavolo, che solleva sistematicamente obiezioni per aiutare gli alunni a vedere le debolezze dei loro ragionamenti. L\u2019insegnante dunque in questa fase di discussione si comporter\u00e0 come nella tecnica del rispecchiamento che si usa in molti interventi educativi individualizzati, aiutando cio\u00e8 gli alunni a rendersi conto da soli di ci\u00f2 che eventualmente manca nei loro ragionamenti, ma ripetendo ci\u00f2 che dicono senza guidarli con domande tendenziose e tanto meno giudicando le loro risposte.<\/p>\n<p>Solo in un secondo momento, quando gli alunni si saranno chiariti bene le proprie opinioni, l\u2019insegnante potr\u00e0 dire la sua, ma in un contesto in cui sar\u00e0 evidente che \u00e8 appunto un\u2019opinione accanto alle altre. Questo atteggiamento neutrale, e potremmo dire anche relativistico, non ha come fondamento morale uno scetticismo cinico, ma al contrario una fede nella ragione critica. Gli alunni devono imparare che prima di dichiararsi a favore o contro una tesi bisogna averla analizzata in tutti i suoi aspetti, valutando tutti i pro e i contro, comprendendo le ragioni di tutte le parti, e che solo alla fine si pu\u00f2 esprimere il proprio giudizio ponderato: chi non passa per questa preliminare e a volte lunga sospensione del giudizio, finisce con il sostenere le proprie tesi in modo dogmatico o semplicemente superficiale. La conclusione che, dopo avere valutato tutti i pro e i contro, non si \u00e8 in grado di sposare con certezza nessuna tesi non \u00e8 il fallimento della ragione e il trionfo del qualunquismo, ma pu\u00f2 essere un atteggiamento maturo e consapevole dei propri limiti, particolarmente appropriato ai giovani.<\/p>\n<p>Colombo (1992) sostiene che, su un piano didattico, queste argomentazioni cooperative, senza una tesi da difendere chiaramente, rischiano di degenerare in testi poco efficaci, fiacchi, in cui si elenca una serie di punti vista del tipo \u2018c\u2019\u00e8 chi dice cos\u00ec, qualcuno dice cos\u00e0, chiss\u00e0 chi lo sa\u2019. Si pu\u00f2 essere d\u2019accordo su un piano strettamente didattico, per cui sarebbe meglio, come palestra argomentativa, farsi i muscoli difendendo una tesi precisa. Ma, come facevano gli antichi sofisti, perch\u00e9 questo esercizio sia davvero utile bisogna subito dopo essere pronti a sostenere, con uguale efficacia, la tesi opposta.<\/p>\n<p>Insomma, \u00e8 bene che la didattica dell\u2019argomentazione sia presentata chiaramente come un\u2019attivit\u00e0 di rinforzo delle competenze comunicative, e non come un\u2019appendice dell\u2019ora di religione o di morale, in cui si deve per forza trovare cosa \u00e8 buono. Quando uno avr\u00e0 ben sviluppate le competenze comunicative che consentono di argomentare, ma anche di capire le argomentazioni (con i connessi trabocchetti, artifici retorici, tentativi manipolatori), allora potr\u00e0 affrontare veramente le discussioni su cosa \u00e8 buono per s\u00e9, per i compagni, per la societ\u00e0.<\/p>\n<p>Una volta raccolte le idee, seguir\u00e0 la loro disposizione in un testo continuo. Si possono fornire scalette-tipo generali, che saranno riempite con i vari argomenti emersi durante il brainstorming iniziale. Si potrebbero dare scalette diverse a gruppi diversi, ad esempio qualcuno inizier\u00e0 con gli argomenti pi\u00f9 forti, altri con quelli pi\u00f9 deboli, alcuni li alterneranno, per vedere alla fine gli effetti che vengono prodotti. Si potranno anche confrontare le diverse scalette che emergono in gruppi che devono sostenere tesi opposte, per cui quello che un gruppo presenter\u00e0 come argomento debole diventer\u00e0 la base per un\u2019obiezione forte degli antagonisti.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i temi da scegliere, \u00e8 importante che siano davvero controversi e che richiedano perci\u00f2 una discussione dagli esiti non scontati. Escluderemo quindi argomenti come \u2018\u00e8 giusto che tutti rispettino le leggi e le regole?\u2019, proponendo invece temi come:<\/p>\n<p>&#8211; I bambini hanno diritto di guardare la TV quanto vogliono o bisogna limitarli? Se s\u00ec, quanto e perch\u00e8?<\/p>\n<p>&#8211; E\u2019 meglio essere figli unici o avere fratelli e sorelle?<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 giusto che gli alunni portino il cellulare in classe?<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 giusto che siano gli insegnanti a scegliere le materie da studiare o dovrebbero essere gli alunni a farlo?<\/p>\n<p>Infine, sono utili le attivit\u00e0 di ricostruzione della logica argomentativa a partire da testi dati. Ad esempio, dopo aver letto un editoriale giornalistico, o un saggio scientifico su una questione controversa, o un testo argomentativo prodotto dai compagni di un\u2019altra classe su un argomento non trattato in precedenza, gli alunni cercheranno di estrarre le idee inserendole in uno schema come quelli gi\u00e0 visti &#8211; cio\u00e8 argomenti, basi, regole e sfondi di conoscenze &#8211; identificando se questi aspetti sono tutti esplicitati o se alcuni rimangono impliciti e richiedono la collaborazione del lettore per integrarli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come per ogni altro testo, la redazione di un buon testo argomentativo parte dalla raccolta delle idee, che in questo caso corrispondono a vari argomenti a favore di una o pi\u00f9 tesi, con possibili obiezioni e loro eventuali confutazioni. 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