{"id":422,"date":"2013-07-09T15:16:41","date_gmt":"2013-07-09T13:16:41","guid":{"rendered":"http:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=422"},"modified":"2013-10-02T12:33:46","modified_gmt":"2013-10-02T10:33:46","slug":"i-testi-argomentativi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=422","title":{"rendered":"I testi argomentativi"},"content":{"rendered":"<style type=\"text\/css\"><!--\nTD P { margin-bottom: 0cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }TD P.western { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }TD P.cjk { font-family: \"Droid Sans\"; font-size: 12pt; }TD P.ctl { font-family: \"Lohit Hindi\"; font-size: 12pt; }H2 { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }H2.western { font-family: \"Arial\",sans-serif; font-size: 14pt; font-style: italic; }H2.cjk { font-family: \"Droid Sans\"; font-size: 14pt; font-style: italic; }H2.ctl { font-family: \"Lohit Hindi\"; font-size: 14pt; font-style: italic; }P { margin-bottom: 0.21cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); }P.western { font-family: \"Times New Roman\",serif; font-size: 12pt; }P.cjk { font-family: \"Droid Sans\"; font-size: 12pt; }P.ctl { font-family: \"Lohit Hindi\"; font-size: 12pt; }\n--><\/style>\n<p>Redazione del testo: Gabriele Pallotti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I testi argomentativi hannno la funzione primaria di discutere e valutare le opinioni. Nel fare ci\u00f2 devono presentare fatti e idee, e in ci\u00f2 contengono aspetti di descrizione e di esposizione, ma mentre nei testi principalmente descrittivi ed espositivi si presentano fatti assodati, in quelli argomentativi c\u2019\u00e8 sempre un elemento di dubbio, di potenziale controversia. Molti testi argomentativi hanno l\u2019intento di sostenere una tesi precisa, e di confutare una tesi opposta: vengono detti competitivi o agonistici. Sono per\u00f2 testi argomentativi anche quelli in cui non si perviene necessariamente a una conclusione che porti a scegliere una tesi o un\u2019altra, ma si ragiona sui pro e i contro di ciascuna: si parla allora di argomentazione cooperativa. Insomma, un testo per essere argomentativo deve contenere delle argomentazioni, non necessariamente una tesi da difendere: posso avere un testo che presenta vari argomenti a favore e contro varie tesi, senza sposarne alla fine nessuna (questa potrebbe essere una conclusione matura e responsabile per dei ragazzini che ragionano su temi grandi e complessi), ed esso pu\u00f2 essere legittimamente chiamato testo argomentativo; viceversa, testi in cui si sostiene veementemente una tesi ma in modo dogmatico, senza argomentarla, non possono essere considerati testi argomentativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un testo argomentativo presenta dunque una o pi\u00f9 tesi e, per ciascuna di esse, discute gli argomenti a favore o contrari. Vediamo ora la struttura degli argomenti, seguendo un modello teorico molto diffuso, quello proposto dal filosofo Toulmin. In questo modello, una tesi, per essere argomentata, viene sostenuta da una base (o ragione, o fondamento), che poggia su una garanzia o regola generale, a sua volta motivata da uno sfondo di conoscenze pregresse. Vediamo un esempio relativo a due possibili tesi: \u00e8 giusto che i ragazzi portino il cellulare a scuola, oppure no.<\/p>\n<table width=\"643\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<colgroup>\n<col width=\"312\" \/>\n<col width=\"313\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Tesi<\/td>\n<td width=\"313\">E\u2019 bene portare il cellulare a scuola<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Base<\/td>\n<td width=\"313\">I genitori ci possono raggiungere facilmente<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Regola generale<\/td>\n<td width=\"313\">La facilit\u00e0 dei contatti consente di affrontare le emergenze<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Sfondo di conoscenze che portano alla regola<\/td>\n<td width=\"313\">Una volta pap\u00e0 ha avuto un guasto all\u2019auto in campagna e grazie al cell ha chiamato la mamma che lo \u00e8 andato a prendere; Un escursionista si \u00e8 perso e col cell ha chiamato i soccorsi;<br \/>\nSe succede un incidente in un luogo popolato \u00e8 pi\u00f9 facile informare gli altri e ricevere aiuto che nei luoghi isolatiecc<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table width=\"643\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"4\">\n<colgroup>\n<col width=\"312\" \/>\n<col width=\"313\" \/> <\/colgroup>\n<tbody>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Tesi<\/td>\n<td width=\"313\">E\u2019 male portare il cellulare a scuola<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Base<\/td>\n<td width=\"313\">La lezione viene continuamente interrotta<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Regola generale<\/td>\n<td width=\"313\">Se si \u00e8 sempre interrotti, non si impara bene<\/td>\n<\/tr>\n<tr valign=\"TOP\">\n<td width=\"312\">Sfondo di conoscenze che portano alla regola<\/td>\n<td width=\"313\">Quando entra qualcuno in classe per una comunicazione, dopo non ci ricordiamo di cosa stavamo parlando; Se la mia sorellina viene a parlarmi mentre faccio i compiti, sbaglio gli esercizi;<br \/>\nNei posti dove si studia seriamente, come le biblioteche, c\u2019\u00e8 sempre silenzioecc<\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Come si vede, lo sfondo di conoscenze rilevanti \u00e8 potenzialmente molto vasto, e pu\u00f2 riguardare esperienze personali, fatti di cui si ha notizia, informazioni reperite sui libri di scuola. Si possono anche citare autorit\u00e0 (una persona ritenuta intelligente e saggia, gli esperti di un settore), sia perch\u00e9 sostengono la tesi o la regola generale, sia perch\u00e9 forniscono informazioni di sfondo considerate particolarmente attendibili.<\/p>\n<p>Dall\u2019accostamento delle tue tabelle emerge anche chiaramente come ciascun argomento a favore di una tesi possa diventare un\u2019obiezione verso la tesi opposta. Nella prospettiva competitiva, in cui si cerca di far prevalere una tesi sull\u2019altra, il gioco consiste nel dimostrare che l\u2019argomento a favore dell\u2019obiezione \u00e8 fallace (scarse basi, regole discutibili, autorit\u00e0 inaffidabili) o che i danni prospettati dall\u2019obiezione sono minori dei vantaggi prospettati dalla tesi (\u00e8 <b>molto<\/b> importante essere raggiunti per le emergenze mentre le interruzioni durante lo studio danno <b>poco<\/b> fastidio).<\/p>\n<p>La disposizione degli argomenti ha una particolare importanza. Anzitutto, si deve decidere se esporre subito la tesi (o le tesi), facendo seguire gli argomenti a favore e contrari, oppure se esaminare prima i vari argomenti e poi concludere a favore o contro una tesi. La prima strategia \u00e8 sicuramente pi\u00f9 chiara ed esplicita: si scoprono subito le carte rispetto a dove si vuole arrivare, poi si sviluppa il ragionamento. La seconda strategia \u00e8 pi\u00f9 sofisticata e fa appparire l\u2019argomentazione un po\u2019 come un romanzo giallo, in cui si forniscono man mano vari indizi per arrivare a una conclusione: pi\u00f9 difficile da costruire e da seguire, ma pi\u00f9 raffinata e probabilmente pi\u00f9 efficace su un piano persuasivo, perch\u00e9 il destinatario viene condotto e convinto gradualmente della tesi sostenuta.<\/p>\n<p>Un\u2019altra decisione da prendere rispetto all\u2019organizzazione del testo riguarda l\u2019ordine in cui disporre gli argomenti pi\u00f9 o meno forti. Bisogna prima stabilire, nella fase di raccolta delle idee, quali ragioni a favore di una tesi sono pi\u00f9 convincenti e quali meno, perch\u00e9 basate su fonti meno attendbili, perch\u00e9 riguardanti aspetti marginali, o perch\u00e9 pi\u00f9 soggette a possibili obiezioni. Si pu\u00f2 cominciare dagli argomenti forti, per andare dritto al punto e non far perdere tempo al destinatario, oppure da quelli pi\u00f9 deboli, in un crescendo di notevole forza persuasiva; un ordine efficace \u00e8 anche quello cosiddetto nestoriano (dal condottiero Nestore che, secondo l\u2019Iliade, fece disporre le truppe greche con i pi\u00f9 deboli al centro e i pi\u00f9 forti ai lati), che presenta prima alcuni argomenti forti per dare autorevolezza al discorso, poi alcuni pi\u00f9 deboli con possibili obiezioni, e conclude con altri argomenti fortissimi, potenzialmente decisivi, per dare l\u2019impressione al destinatario di avere seguito un ragionamento libero, che prende in considerazione ogni aspetto, favorevole e contrario, centrale o accessorio, per poi giungere alla conclusione desiderata.<\/p>\n<p>Queste ultime considerazioni ci portano a riflettere sulle strategie persuasive, particolarmente importanti nelle argomentazioni competitive, in cui si vuole convincere qualcuno della bont\u00e0 di una tesi. La persuasione, per funzionare, deve essere delicata. Ce lo insegna la storia della pubblicit\u00e0: all\u2019inizio tutti strillavano per sostenere la bont\u00e0 dei propri prodotti, ma quando ci si \u00e8 resi conto che ci\u00f2 infastidiva i consumatori e soprattutto non dava loro ragioni per scegliere un prodotto piuttosto che un altro, si \u00e8 cominciato a usare un tono diverso, appunto pi\u00f9 persuasivo. Il destinatario deve sentirsi libero di scegliere, deve convincersi che se compra una determinata automobile, o sposa una determinata tesi, non \u00e8 perch\u00e9 qualcuno gli ha urlato incessantemente \u2018compra questo\u2019 o \u2018scegli quello\u2019, ma perch\u00e9 la scelta \u00e8 davvero sua e personale. Cio\u00e8 la persuasione deve portare al convincimento, e le convinzioni sono qualcosa che nasce dall\u2019interno, non che si impone dall\u2019esterno. Ecco perch\u00e9 una buona strategia di presentazione degli argomenti non \u00e8 simile a un rullo compressore, ma cerca di condurre il destinatario lungo un ragionamento che possa sentire come proprio, con un esito non predeterminato ma che emerge come conclusione personale, dopo avere oscillato (con una certa sensazione di libert\u00e0) tra pro e contro, argomenti a favore e obiezioni contrarie. Altri modi per rendere un testo pi\u00f9 persuasivo riguardano la forma dell\u2019esposizione e la relazione che l\u2019emittente instaura con il destinatario: un testo piacevole, interessante, ben costruito, \u00e8 senz\u2019altri pi\u00f9 efficace, ma anche un testo che presenti l\u2019emittente in modo simpatico, o autorevole, o rassicurante, o intelligente (sempre in modo indiretto, non dichiarando \u2018io sono preparato e intelligente\u2019) ha maggiori probabilit\u00e0 di convincere il destinatario. Infine, anche se nella raccolta delle idee si sono trovati tanti argomenti a favore della propria tesi, pu\u00f2 essere bene scegliere solo i migliori, i pi\u00f9 convincenti, per non annoiare il destinatario e non porgere il fianco a potenziali obiezioni.<\/p>\n<h2>Lo sviluppo delle capacit\u00e0 argomentative<\/h2>\n<p>La capacit\u00e0 di produrre buoni testi argomentativi emerge tardivamente e non viene mai raggiunta da tanti adolescenti e adulti. Si tratta infatti di testi particolarmente complessi: occorre ragionare su argomenti tipicamente astratti, costruire testi fortemente strutturati, prendere il punto di vista del destinatario, seguendo il suo modo di ragionare, i suoi atteggiamenti e pregiudizi ed anticipando le sue obiezioni. Occorrono quindi elevate capacit\u00e0 di decentramento e di metacognizione sui meccanismi che sottostanno al ragionamento e alla presa di decisioni e sull\u2019efficacia e gli scopi del testo.<\/p>\n<p>A livello formale, un buon testo argomentativo non richiede necessariamente strutture linguistiche molto sofisticate. A scuola ci si sofferma spesso sui connettivi, ma non sono certo questi il fulcro della didattica dell\u2019argomentazione, e nemmeno uno degli aspetti pi\u00f9 difficili. Quando si conoscono espressioni come <i>se, allora, ma, quindi<\/i>, si pu\u00f2 gi\u00e0 costruire un ottimo testo argomentativo. Connettivi pi\u00f9 specifici, come <i>tuttavia<\/i> o <i>d\u2019altra parte<\/i>, aggiungono certo chiarezza ed efficacia al testo, ma non sono, strettamente parlando, indispensabili. Anche connettivi di organizzazione generale del testo, come <i>in primo luogo, inoltre, in conclusione<\/i>, non sono specifici dei testi argomentativi, ma sono utili per indicare la scansione interna di qualunque tipo di testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Redazione del testo: Gabriele Pallotti &nbsp; &nbsp; I testi argomentativi hannno la funzione primaria di discutere e valutare le opinioni. 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