{"id":355,"date":"2013-07-03T13:28:45","date_gmt":"2013-07-03T13:28:45","guid":{"rendered":"http:\/\/wpdev.comune.re.it\/?page_id=355"},"modified":"2016-02-06T17:44:32","modified_gmt":"2016-02-06T16:44:32","slug":"alcuni-task-per-osservare-linterlingua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=355","title":{"rendered":"Alcuni task per osservare l&#8217;interlingua"},"content":{"rendered":"<p>La raccolta di interlingua attraverso un task permette di verificare l\u2019emergere e il consolidarsi di varie strutture linguistiche. I task sono normalmente orali, perch\u00e9 in questo modo si pu\u00f2 valutare l&#8217;interlingua pi\u00f9 spontanea, senza l&#8217;interferenza di ulteriori competenze come quelle legate al mezzo scritto. In effetti, la scrittura pu\u00f2 da un lato ostacolare la performance, perch\u00e9 richiede ai bambini uno sforzo cognitivo in pi\u00f9 legato all&#8217;ortografia e al rispetto delle convenzioni stilistiche e grafiche; d&#8217;altra parte, per chi sa gi\u00e0 scrivere bene, la modalit\u00e0 scritta risulta invece facilitante, perch\u00e9 d\u00e0 pi\u00f9 tempo per pensare a regole apprese esplicitamente e non ancora del tutto interiorizzate. Per questi motivi, \u00e8 importante raccogliere dati orali. Tuttavia, essi possono essere affiancati anche da quelli scritti.<br \/>\nPresentiamo ora alcuni dei task utilizzati nella sperimentazione.<\/p>\n<p><strong>Conversazione libera<br \/>\n<\/strong>Si comincia con una conversazione libera, in modo da far sentire il bambino a proprio agio. Quando possibile, gi\u00e0 in questa fase si possono porre domande in modo tale da introdurre le tematiche che verranno affrontate nella seconda parte, pi\u00f9 strutturata, dell\u2019intervista: si pu\u00f2 ad esempio chiedere all\u2019apprendente di parlare liberamente di sue esperienze precedenti, di s\u00e9, della famiglia e dei compagni, di oggetti significativi, in modo da osservare la produzione di linguaggio riguardante esperienze personali e fatti decontestualizzati.<\/p>\n<p><strong>Racconto di eventi passati<br \/>\n<\/strong>Questa parte, che pu\u00f2 essere collegata senza soluzione di continuit\u00e0 all\u2019intervista iniziale, riguarda eventi passati e ha lo scopo di far produrre verbi al passato, oltre a valutare la capacit\u00e0 di decentramento. Per stimolare la produzione di passati prossimi sono utili domande come <strong>Cosa hai\/avete fatto domenica, ieri, durante le vacanze, quando siamo andati a teatro?<\/strong> Per stimolare la produzione di imperfetti si porter\u00e0 la conversazione su azioni abituali nel passato, chiedendo ad esempio <strong>Cosa facevi\/facevate all\u2019asilo, quando eri in Albania, quando eri pi\u00f9 piccolo, l\u2019anno scorso a scuola?<\/strong> Sarebbe importante che il bambino non parlasse solo di s\u00e9, in prima persona singolare, ma anche di altri (amici, familiari, compagni), usando quindi diverse persone del verbo.<\/p>\n<p><strong>Descrizione di un\u2019immagine<br \/>\n<\/strong>Vengono fornite alcune immagini di complessit\u00e0 variabile (<a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/la_fattoria_nuova.pdf\">la fattoria<\/a>, <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/i_tavoli.pdf\">i tavoli<\/a>) in base al livello linguistico e cognitivo, chiedendo di descriverle. L&#8217;immagine pu\u00f2 essere accessibile alla vista di entrambi i partecipanti, ma per rendere la situazione pi\u00f9 stimolante dal punto di vista comunicativo sarebbe opportuno che chi ascolta non potesse vederla.Si possono immaginare quindi vari stratagemmi: chiedere al bambino di reggere il libro davanti a s\u00e9, erigere uno schermo tra il bambino e l&#8217;adulto, mettere l&#8217;adulto di spalle. Chi ascolta potrebbe anche cercare di riprodurre l&#8217;immagine descritta disegnandola, oppure scegliendola tra una serie di immagini simili che ha davanti. In questo modo la descrizione diventa un vero e proprio task comunicativo.<br \/>\nDurante la descrizione, l\u2019adulto pu\u00f2 parlare, ma deve fare interventi brevi e generici, volti a rassicurare il bambino (<strong>s\u00ec, va bene, okay, allora, ci sono due persone vicino alla casa<\/strong>), a stimolarlo se si ferma (<strong>e poi? cosa c&#8217;\u00e8 ancora? ci sono altre cose?<\/strong>), a chiedere chiarimenti <strong>(scusa non ho capito bene; me lo dici ancora che non ho sentito?)<\/strong> a scherzare e sdrammatizzare (<strong>che disegno difficile, non so se sono capace! sei bravissimo! chiss\u00e0<\/strong> <strong>cosa salta fuori<\/strong>\u2026). In ogni caso non bisogna fare domande precise di contenuto, del tipo <strong>di che colore sono gli alberi? quante persone ci sono vicino al giornalaio? cosa c\u2019\u00e8 in basso?<\/strong> Il bambino parler\u00e0 finch\u00e9 ha qualcosa da dire; se dopo qualche invito a proseguire non ha nulla da aggiungere, ci si fermer\u00e0. Se non conosce le parole precise per indicare un oggetto, lo si incoragger\u00e0 a dirlo in altri modi, ad esempio con una perifrasi (l&#8217;edicola pu\u00f2 diventare <strong>una casa coi giornali, un giornalaio, una casina verde<\/strong>). Naturalmente non si corregger\u00e0 in alcun modo la sua versione: ad esempio se descrive l\u2019edicola come un gelataio, una tenda, un circo o quello che vuole, noi disegneremo una tenda, un circo ecc. Gli unici casi in cui si interverr\u00e0 sar\u00e0 quando ci\u00f2 che dice \u00e8 talmente incomprensibile da pregiudicare la comunicazione: si chieder\u00e0 allora <strong>come hai detto? cosa c\u2019\u00e8 vicino all&#8217;albero?<\/strong> [se ha menzionato un albero].<br \/>\nQuesta attivit\u00e0 ha l\u2019obiettivo di stimolare la produzione di nomi, aggettivi e sintagmi nominali, oltre a strutture presentative ed esistenziali.<\/p>\n<p><strong>Racconto di una storia per immagini<br \/>\n<\/strong>Viene presentata una <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/storia_del_pesce.pdf\">storia per immagini<\/a>, ad esempio<strong> Frog where are you?<\/strong> (Meyer 1969) o le vignette sul pesce. La si lascia al bambino per un po&#8217; di tempo, chiedendogli di guardarla con calma, perch\u00e9 poi dovr\u00e0 raccontarla all&#8217;adulto; nel frattempo questi guarda altrove, scrive, si distrae. Poi bambino e adulto si mettono uno di fronte all\u2019altro, il bambino terr\u00e0 il libro di fronte a s\u00e9, sollevato per evitare che indichi troppo le figure con il dito, e racconter\u00e0 la storia all&#8217;adulto.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 favorisce la produzione di sequenze narrative e descrittive.<\/p>\n<p><strong>Racconto di un filmato<br \/>\n<\/strong>Il bambino guarda un breve filmato e lo racconta all&#8217;adulto per fargli capire cosa succede. Per rendere ilt ask pi\u00f9 comunicativo, \u00e8 bene che l\u2019adulto non guardi il video insieme al bmabino: dopo avere avviato la riproduzione sieder\u00e0 dall\u2019altro lato dello schermo del computer, oppure si distrarr\u00e0 in qualche modo. Finita la visione, il bambino racconter\u00e0 la storia nel modo pi\u00f9 preciso possibile.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 serve per valutare la capacit\u00e0 di narrazione e la descrizione accurata di personaggi ed eventi, con particolare attenzione alla resa di atteggiamenti e intenzioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/space.comune.re.it\/interlingua\/Dati\/Storia%20del%20bambino%20e%20del%20cane%20link.mpg\">Storia del bambino e del suo cane<\/a><\/p>\n<p>Riassunto dell&#8217;episodio: in una giornata d\u2019inverno, un cane si sveglia e si accorge che tutto \u00e8 gelato. Chiama il suo padroncino, che gli mette un cappottino e una sciarpa, e insieme vanno a pattinare in un laghetto. Il cane inizia a pattinare, mettendo un po&#8217; di paglia negli scarponcini che gli stanno larghi. Poi tocca al bambino, ma, mentre questi sta pattinando, il ghiaccio si rompe e\u00a0 cade nel il lago. Il bambino cerca aiuto: il cane trova una scala e prova ad aiutarlo, ma la sua zampa non arriva alla mano del bambino; si toglie la sciarpa che ha al collo e la lancia al bambino che la prende. Scampato il pericolo, i due ritornano a casa: il bambino si rifugia al caldo in casa mentre il cane ritorna nella sua cuccia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bRNSTxTpG7U\">Storia delle pere<\/a> (The pear story, di Wallace Chafe)<\/p>\n<p>Riassunto dell&#8217;episodio: Un contadino sta raccogliendo delle pere su un albero. Passa un ragazzino e ne sottrae un cesto, caricandolo sulla sua bicicletta. Nell&#8217;andarsene incrocia una ragazzina, anche lei in bicicletta, e proprio in quel momento gli vola via il cappello. A causa di queste distrazioni non vede un sasso sulla strada, vi inciampa e cade, rovesciando tutte le pere. Tre bambini arrivano e lo aiutano a raccoglierle. Mentre si stanno allontanando, uno di loro trova il cappello del bambino e glielo rid\u00e0. Lui, in cambio, dona una pera a ciascuno. I tre bambini passano accanto al contadino, mangiando le pere. Il contadino si accorge della sparizione del cesto e li guarda perplesso.<\/p>\n<p>Altri video usati nella sperimentazione si trovano sul canale Youtube \u2018<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCCjr-Jsy-cBG7oRHYkf0nXw\">Osservare l\u2019interlingua<\/a>\u2018<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La raccolta di interlingua attraverso un task permette di verificare l\u2019emergere e il consolidarsi di varie strutture linguistiche. 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