{"id":353,"date":"2013-07-03T13:28:17","date_gmt":"2013-07-03T13:28:17","guid":{"rendered":"http:\/\/wpdev.comune.re.it\/?page_id=353"},"modified":"2018-01-05T10:43:48","modified_gmt":"2018-01-05T09:43:48","slug":"la-valutazione-dellinterlingua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=353","title":{"rendered":"La valutazione dell&#8217;interlingua"},"content":{"rendered":"<p><strong>Analizzare l&#8217;interlingua<br \/>\n<\/strong>Nel nostro progetto, la valutazione \u00e8 unicamente formativa, diagnostica, orientata alla comprensione dei processi evolutivi e volta a migliorare le pratiche didattiche. Si tratta dunque di un&#8217;analisi delle produzioni, per capire cosa avevano in mente i loro autori, in cui i voti non hanno assolutamente alcun ruolo. Perch\u00e9 l&#8217;analisi sia un&#8217;utile ricostruzione delle strategie e delle sistematicit\u00e0, e non una semplice caccia all&#8217;errore, occorre procedere in modo metodico, identificando diversi ambiti di competenza e, per ciascuno di essi, notare le regolarit\u00e0. Come guida forniamo un insieme di descrittori che aiutano a focalizzare l&#8217;attenzione su un aspetto alla volta, per avere un quadro il pi\u00f9 possibile completo e approfondito La <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/griglia-generale-media-17-02-12-1.pdf\">scheda di analisi<\/a>\u00a0\u00e8 divisa in due macro-aree, riguardanti la competenza comunicativa e la competenza linguistica. La prima ha a che fare con la capacit\u00e0 di agire mediante il linguaggio, di compiere azioni e raggiungere i propri obiettivi: sapersi scusare, presentare, saper richiedere, descrivere, organizzare un discorso, sono tutti aspetti della competenza comunicativa (che non riguarda solo la comunicazione orale spicciola, ma anche quella scritta e quella scolastica). Sapere coniugare un verbo, scegliere l&#8217;articolo o la preposizione giusti, accordare nome e aggettivo, sono tutti fenomeni che riguardano la competenza linguistica.<br \/>\nLa prima area della scheda riguarda dunque la <strong>competenza comunicativa<\/strong>. Questa pu\u00f2 essere caratterizzata da un lato come fluenza, la capacit\u00e0 cio\u00e8 di esprimersi agevolmente, scorrevolmente, senza particolari sforzi; dall&#8217;altro come <strong>efficacia comunicativa<\/strong>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di trasmettere in modo efficace le proprie idee, riuscire a ottenere i risultati sperati (intrattenere, divertire, commuovere, convincere), organizzare coerentemente il discorso in modo da non causare fraintendimenti o disorientamento nell&#8217;interlocutore.<br \/>\nLa seconda macro-area riguarda invece la <strong>competenza linguistica,<\/strong> cio\u00e8 la conoscenza della lingua in senso stretto (fonologia, lessico, grammatica).<\/p>\n<p>La prima sezione riguarda la <strong>testualit\u00e0<\/strong>, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di legare tra loro diverse frasi e parti del testo. Occorre osservare se vi \u00e8 una buona coerenza (cio\u00e8 se i contenuti seguono un ordine logico e chiaro, adatto all&#8217;esposizione) e coesione (cio\u00e8 se i legami tra diversi elementi presenti nel testo sono esplicitati). Non \u00e8 necessario usare sempre tanti connettivi testuali: spesso al parlato siamo ellittici e sintetici, e ci\u00f2 non \u00e8 affatto un male, e anche allo scritto ci\u00f2 pu\u00f2 rappresentare una scelta stilistica. Insomma, l&#8217;importante \u00e8 che il testo sia coerente, cio\u00e8 abbia un filo logico, non che sia infarcito di marche di coesione, che a volte vengono buttate a caso, solo per dare un tono &#8216;formale&#8217; ai propri testi, specialmente quelli scritti.<\/p>\n<p>Nella sezione del <strong>lessico<\/strong> si noteranno fenomeni come la variet\u00e0 lessicale, la precisione terminologica, l&#8217;uso di sovrageneralizzazione (ad esempio <strong>matita<\/strong> al posto di <strong>pennarello<\/strong>). Notate anche le strategie comunicative usate per compensare la mancanza di termini specifici,<strong> come la cosa per tagliare<\/strong> per dire le <strong>forbici<\/strong>.<br \/>\nPer i testi scritti, occorrer\u00e0 aggiungere una sezione dedicata alla rilevazione di fenomeni legati alla <strong>lingua scritta<\/strong>, come l&#8217;ortografia, l&#8217;uso di segni di punteggiatura e paragrafazione, la scelta e gestione del genere testuale.<\/p>\n<p>La sezione sul <strong>sistema del nome<\/strong> \u00e8 divisa a sua volta in tre sotto-sezioni:<br \/>\n&#8211; morfologia del nome e dell&#8217;aggettivo. Nomi e aggettivi sono flessi per genere e\/o numero?<br \/>\n&#8211; costruzione dei sintagmi nominali. Come viene manifestato l&#8217;accordo di genere\/numero all&#8217;interno di un sintagma come i libri nuovi? quali elementi contribuiscono a creare i sintagmi oltre a nomi e aggettivi? Ad esempio notare il sistema degli articoli, i determinanti come dimostrativi o possessivi, i quantificatori come molti, pochi, qualche.<br \/>\n&#8211; pronomi. Quali forme pronominali sono usate? Esistono sia forma toniche (<strong>io, tu, lui, me, te ecc<\/strong>.) che atone (<strong>mi, ti, gli, lo, ecc<\/strong>.)?<\/p>\n<p>La seconda sezione descrive invece il <strong>sistema del verbo<\/strong> e porta a fare principalmente due tipi di osservazioni:<br \/>\n&#8211; coniugazione del verbo. Come vengono espresse le diverse persone? Sempre usando la stessa forma del verbo? Oppure con due o tre forme? O con un intero paradigma del tipo <strong>mangio, mangi, mangia, mangiamo<\/strong>\u2026?<br \/>\n&#8211; tempi, aspetti e modi del verbo. Il verbo pu\u00f2 venire flesso per indicare nozioni temporali (il passato: <strong>mangiato<\/strong>; il futuro: <strong>manger\u00f2<\/strong>), aspettuali (aspetto durativo presente: sto mangiando; aspetto durativo passato: <strong>mangiavo<\/strong> o <strong>stavo mangiando<\/strong>), o modali (modalit\u00e0 ipotetica: se <strong>mangiassi<\/strong>; modalit\u00e0 condizionale: <strong>mangerei<\/strong>).<\/p>\n<p>La sezione seguente comprende i <strong>fenomeni sintattici<\/strong>. Ad esempio, notate come vengono costruite le frasi: nell&#8217;ordine Soggetto-Verbo-Complemento (<strong>Giovanni mangia un gelato<\/strong>); in un ordine Argomento-Commento (<strong>Quel gelato, Giovanni lo mangia<\/strong>; o, in un&#8217;interlingua pi\u00f9 elementare, <strong>Gelato, Giovanni mangia<\/strong>); dove vengono messi gli avverbi o i sintagmi avverbiali (<strong>a casa<\/strong><strong>, faccio sempre i compiti<\/strong> \u2013 <strong>Faccio sempre i compiti a casa<\/strong>\u00a0\u2013 <strong>Faccio sempre a casa i compiti<\/strong>). Particolarmente interessanti per lo sviluppo sintattico sono le <strong>frasi subordinate<\/strong>: notate se sono presenti e di quale tipo. In questa sezione sono anche da annotare le formule fisse, pezzi di frase (in inglese, <strong>chunks of language<\/strong>) che sembrano essere stati imparati a memoria tutti interi piuttosto che essere frutto di un&#8217;elaborazione creativa: ad esempio <strong>come si chiama, come ti chiami, quanto costa, non c&#8217;\u00e8 problema.<\/strong> Queste formule sono particolarmente utili e frequenti nelle prime fasi di apprendimento, ma possono essere identificate a tutti i livelli, e non sono rare anche nell&#8217;uso da parte dei nativi.<\/p>\n<p>Si suggerisce di stampare le trascrizioni e di usare matite colorate per sottolineare i diversi aspetti: ad esempio, il rosso per il sistema verbale, il blu per il sistema nominale, il giallo per i fenomeni sintattici. In questo modo si potranno vedere con un solo colpo d&#8217;occhio tutte le forme di una certa categoria, per rilevare le regolarit\u00e0.<br \/>\nLa scheda non deve essere usata in modo meccanico, come se si dovessero spuntare tante caselle, ma \u00e8 da considerare una guida per condurre un&#8217;analisi sistematica, qualitativa, che cerchi di comprendere i fenomeni.<\/p>\n<p>Negli allegati a questa pagina si trovano alcuni testi gi\u00e0 analizzati (seguendo uno schema leggermente diverso, ma con le stesse categorie), con i relativi file audio e lo stimolo narrativo di partenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Allegati<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Storia-del-pesce-allegato.pdf\">Storia del pesce<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/interlingua_allegato_analisi.pdf\">Analisi di brani in interlingua<\/a><\/p>\n<p><strong>File audio<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Cin2008.mp3\">Cin2008<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Sam2008.mp3\">Sam2008<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Sam2007.mp3\">Sam2007<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Cin2007.mp3\">Cin2007<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analizzare l&#8217;interlingua Nel nostro progetto, la valutazione \u00e8 unicamente formativa, diagnostica, orientata alla comprensione dei processi evolutivi e volta a migliorare le pratiche didattiche. 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