{"id":351,"date":"2013-07-03T13:27:47","date_gmt":"2013-07-03T13:27:47","guid":{"rendered":"http:\/\/wpdev.comune.re.it\/?page_id=351"},"modified":"2015-05-14T18:06:29","modified_gmt":"2015-05-14T16:06:29","slug":"raccogliere-campioni-di-interlingua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=351","title":{"rendered":"Raccogliere campioni di interlingua"},"content":{"rendered":"<p><strong>La biografia linguistica<br \/>\n<\/strong>In primo luogo \u00e8 importante raccogliere alcune informazioni di carattere generale sul bambino, la sua storia e contesti in cui ha appreso e usa le diverse lingue. Per fare ci\u00f2 si pu\u00f2 usare una <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/traccia_biografia_linguistica.pdf\">scheda di rilevazione<\/a>\u00a0che consente di registrare gli aspetti pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>La raccolta dei dati<br \/>\n<\/strong>Per stimolare la produzione di campioni di interlingua si seleziona un <strong>task<\/strong> da proporre ai bambini, ovvero un\u2019attivit\u00e0 comunicativa che sia da stimolo per sollecitare la produzione di un testo. In questo modo tutti possono avere qualcosa da dire e le diverse produzioni possono essere comparabili tra di loro, ma anche tra momenti diversi dell\u2019apprendimento dello stesso alunno. Per conoscere i task utilizzati nella sperimentazione, e per ulteriori approfondimenti, si veda la sezione <a href=\"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=355\">task e stimoli<\/a>.<\/p>\n<p>Il registratore deve essere sempre acceso, non spegnerlo nemmeno nei momenti vuoti in cui il bambino legge il libro con le immagini o guarda il film. Si attiver\u00e0 prima che il bambino entri e si spegner\u00e0 dopo che \u00e8 uscito: questo perch\u00e9 si possono registrare dati interessanti anche nei momenti di confine tra attivit\u00e0 e perch\u00e9 si minimizza la presenza del registratore, se si evita di accenderlo e spegnerlo davanti al bambino.<br \/>\nOccorre usare un buon microfono, possibilmente esterno rispetto al registratore. Ricordarsi di non mettere il microfono direttamente sul tavolo, perch\u00e9 ogni vibrazione viene amplificata, ma di collocarlo su qualcosa di morbido, ad esempio dentro un astuccio, una borsetta ecc., lasciando sporgere solo la capsula che registra.<\/p>\n<p><strong>La trascrizione<br \/>\n<\/strong>I campioni d\u2019interlingua audioregistrati vengono poi trascritti. La trascrizione facilita infatti l\u2019analisi dei dati, permettendo di osservare fenomeni che sfuggono all\u2019ascolto.<br \/>\nL\u2019indicazione generale per la trascrizione \u00e8 di riportare per iscritto <strong>esattamente<\/strong> ci\u00f2 che il bambino dice, <strong>senza aggiunte, interpretazioni o correzioni<\/strong>, tralasciando invece eventuali interventi poco significativi dell\u2019adulto coinvolto nell\u2019attivit\u00e0 (per esempio risposte brevi come <strong>ah, s\u00ec, mh mh, okay <\/strong>ecc.).<br \/>\nPer facilitare la trascrizione si suggerisce di utilizzare un apposito programma, SoundScriber, disponibile gratuitamente in Rete. Questo consente di riascoltare i brani un poco alla volta, ripetendo automaticamente 2, 3 o pi\u00f9 volte lo stesso segmento prima di spostarsi un poco oltre.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l\u2019indicazione del parlante, si consiglia di utilizzare le prime tre lettere del nome del bambino, e le prime tre della parola \u201cintervistatore\u201d, seguite da: e spazio. Per esempio, se il bambino si chiama Mohammed:<br \/>\nINT: ciao come ti chiami?<br \/>\nMOH: mi chiamo mohammed<\/p>\n<p>In linea di massima si possono utilizzare i normali segni di punteggiatura di base (virgola, punto, punto interrogativo, punto esclamativo) per segnare il <strong>contorno intonativo<\/strong> degli enunciati. Quindi un punto fermo indicher\u00e0 intonazione discendente, conclusiva, una virgola intonazione sospesa, continuativa, e un punto interrogativo intonazione ascendente (che pu\u00f2 essere in una domanda, ma anche in altri tipi di enunciato). Per le pause mute all\u2019interno del parlato si usa il segno # (indicativamente uno ogni secondo di pausa). Per le pause sonorizzate, si pu\u00f2 cercare di riprodurre vagamente il suono: <strong>eh, ah, mhmm, uhm<\/strong>&#8230;. Per le vocali prolungate, si pu\u00f2 mettere uno o pi\u00f9 segni di due punti (:::) subito dopo la vocale (a seconda di quanto dura il prolungamento).<br \/>\nPer esempio:<br \/>\nMOH: poi: abbiamo fatto una passeggia::ta<\/p>\n<p>Per qualsiasi commento sul comportamento non verbale del bambino si possono usare le doppie parentesi. Per esempio:<br \/>\nMOH: ieri ho incontrato mia cugina al parco ((ride)) e poi abbiamo visto un pollo.<br \/>\nINT: e cosa faceva?<br \/>\n((non risponde))<br \/>\nINT: cosa faceva il pollo?<\/p>\n<p>Per le parole che non si riescono a capire, si possono utilizzare le parentesi vuote, indicativamente di una lunghezza proporzionale al segmento inudibile. Le parole della cui trascrizione si \u00e8 incerti vanno messe tra parentesi tonde. Ad esempio:<br \/>\nSAR: eehhh, ## sono tata un po&#8217; a casa e poi, eh ieri sono uscita. so(n nata) a far la spesa. eh, per\u00f2 eh sono tata a casa in questi giorni. ( ) la mia amica. e abbiamo giocato un po&#8217;. solamente che ( ) si sentiva male e allora<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La biografia linguistica In primo luogo \u00e8 importante raccogliere alcune informazioni di carattere generale sul bambino, la sua storia e contesti in cui ha appreso e usa le diverse lingue. 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