{"id":2968,"date":"2013-07-19T10:57:10","date_gmt":"2013-07-19T08:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=2968"},"modified":"2013-07-19T10:57:10","modified_gmt":"2013-07-19T08:57:10","slug":"il-processo-di-scrittura","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/interlingua.comune.re.it\/?page_id=2968","title":{"rendered":"Il processo di scrittura"},"content":{"rendered":"<p>Scrivere un testo \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 molto complessa, che si pu\u00f2 dividere in almeno tre grandi fasi, che gi\u00e0 avevano identificato gli antichi.<\/p>\n<p><strong>Invenzione<\/strong>\u00a0(inventio). Come prima cosa occorre generare le idee o raccoglierle dalle fonti, identificando cosa c&#8217;\u00e8 da dire. Se non si ha nulla da dire, o poco, o non \u00e8 chiaro cosa si ha da dire, non c&#8217;\u00e8 nemmeno il testo. Le cose da dire possono provenire dalla nostra mente (e in tal caso si parla di un brainstorming, far frullare il cervello) oppure da fonti che consultiamo. Le idee cos\u00ec generate saranno raccolte in gruppi omogenei, vere e proprie &#8216;scatole concettuali&#8217;.<\/p>\n<p><strong>Disposizione<\/strong>\u00a0(dispositio). Una volta raccolte le idee, occorre dare loro un ordine efficace. &#8216;Efficace&#8217; pu\u00f2 voler dire massimamente chiaro e lineare, se lo scopo \u00e8 la chiarezza; ma possiamo anche scegliere ordini un po&#8217; meno chiari che per\u00f2 hanno altri scopi, ad esempio soprendere, tenere desta l&#8217;attenzione, convincere.\u00a0 In questa fase le idee saranno organizzate in una scaletta.<\/p>\n<p><strong>Redazione<\/strong>\u00a0(elocutio). Stabilito l&#8217;ordine in cui appariranno le idee, occorre scriverle in frasi, cio\u00e8 generare la forma linguistica del testo. Questa forma dovr\u00e0 essere precisa, chiara e corretta: saranno pertanto necessarie diverse revisioni per metterla a punto.<\/p>\n<p>Le prime due fasi riguardano principalmente il pensare: la scrittura vi svolge un ruolo importantissimo, perch\u00e9 aiuta il pensiero a organizzarsi, a vedere le idee e giocarci, ma \u00e8 un ruolo strumentale alla presa di appunti e la stesura di schemi. Solo la terza fase riguarda effettivamente lo scrivere un testo. E&#8217; essenziale tenere le due fasi ben separate:\u00a0<strong>prima si pensa, poi si scrive il testo<\/strong>. Molte persone, anche ben scolarizzate, non hanno ancora capito questo principio fondamentale, e mischiano le due attivit\u00e0: pensano a un&#8217;idea, la scrivono, poi cercano di farsene venire in mente un&#8217;altra, la scrivono, poi rileggono cosa hanno scritto fin l\u00ec, provano a generare un&#8217;altra idea, ma si accorgono che forse stava meglio prima e allora cominciano a cancellare, a mettere frecce e asterischi, a riformulare le prime due sezioni. Il risultato \u00e8 spesso un testo incoerente, con una logica puramente associativa e senza una chiara struttura globale; oppure, se si riesce a dargli una struttura coerente, ci\u00f2 avviene a prezzo di un processo redazionale inutilmente lungo e faticoso.<br \/>\nLe prime due fasi si possono descrivere come\u00a0<strong>pensiero assistito dalla scrittura; la terza come scrittura che si basa su un pensiero chiaro e ben organizzato.<\/strong><\/p>\n<p>Gli scrittori inesperti, che non tengono separate queste fasi, seguono la strategia dello\u00a0<strong>&#8220;scrivere ci\u00f2 che si sa<\/strong>&#8220;: man manno che generano le idee le scrivono, pi\u00f9 o meno nell&#8217;ordine della loro apparizione, senza un piano complessivo. Gli scrittori pi\u00f9 esperti invece usano la scrittura per &#8220;trasformare ci\u00f2 che si sa&#8221;: la possibilit\u00e0 di annotare le idee e organizzarle in vari modi \u00e8 uno strumento indispensabile per sviluppare il pensiero logico, complesso, paradigmatico, che non sarebbe possibile con una pura oralit\u00e0\u00a0 (Bereiter e Scardamalia 1987).<\/p>\n<p>Le prime due fasi del processo di scrittura servono a dare\u00a0<strong>coerenza<\/strong>\u00a0del testo, cio\u00e8 la logica che connette le idee tra loro in modo sensato e comprensibile. Nella terza fase ci si preoccupa della\u00a0<strong>coesione<\/strong>, cio\u00e8 degli indicatori linguistici che segnalano i rapporti tra diverse parti del testo. Tra questi meccanismi coesivi segnaliamo:<\/p>\n<p>&#8211; La\u00a0<strong>ripetizione<\/strong>\u00a0del referente, come ad esempio in Gianna ha molti amici. Il suo migliore amico \u00e8 un ballerino.<br \/>\n&#8211; I\u00a0<strong>pronomi<\/strong>. Il pronome si riferisce o a un&#8217;entit\u00e0 che pu\u00f2 essere individuata o\u00a0 nel contesto extralinguistico (\u00e8 stato lui, indicando una persona presente) o nel contesto linguistico (Giovanni si vergnogava molto. Era stato lui a rompere il vetro). Nel primo caso si parla di riferimento deittico, cio\u00e8 ricostruibile mediante un gesto che indica qualcosa; nel secondo di riferimento anaforico, cio\u00e8 che si comprende facendo riferimento a una porzione di testo enunciata precedentemente.<br \/>\n&#8211;\u00a0<strong>L&#8217;anafora zero<\/strong>. In italiano \u00e8 possibile sottindere il soggetto di una frase, se esso pu\u00f2 essere facilmente ricostruito dal contesto linguistico. In questi casi si dice che la forma anaforica non \u00e8 un pronome, ma &#8216;zero&#8217;, come in Mara \u00e8 molto sportiva: [0] ha vinto tante medaglie.<br \/>\n&#8211;\u00a0<strong>Sinonimi, iponimi e iperonimi.<\/strong>\u00a0Ci si pu\u00f2 riferire alla stessa entit\u00e0 usando parole di significato uguale (sinonimi, che per\u00f2 non sono quasi mai perfettamente equivalenti, ma implicano sempre qualche sfumatura di significato diversa), o parole di significato pi\u00f9 generale (iperonimi) o pi\u00f9 specifico (iponimi). Ad esempio: Le pareti degli edifici moderni sono molto sottili, mentre i muri degli antichi palazzi erano molto spessi (sinonimia); Nel mio giardino c&#8217;\u00e8 un vecchio tiglio: \u00e8 un albero maestoso (iperonimia); Vedi quell&#8217;albero laggi\u00f9? E&#8217; il tiglio pi\u00f9 grande d&#8217;Italia (iponimia).<br \/>\n&#8211;\u00a0<strong>Connettivi testuali<\/strong>. Diverse parole servono per segnalare i collegamenti tra diverse parti del testo, indicando relazioni temporali (dopo, poi, prima di, quando), causali (perch\u00e9, siccome, dato che), argomentative (dunque, pertanto, tuttavia) e molte altre. Spesso si gli insegnanti si lamentano che gli alunni non sanno usare bene i connettivi: tuttavia, occorre chiedersi se dietro a un connettivo usato a sproposito ci sia davvero un&#8217;incapacit\u00e0 d&#8217;uso del connettivo o piuttosto un&#8217;incomprensione del legame che unisce i concetti. Di solito i ragazzi usano male i connettivi quando parlando di argomenti che conoscono poco, come la storia antica, mentre non troviamo quasi mai una confusione tra inoltre, perch\u00e9 e infatti se stanno parlando del loro sport preferito. Insomma, il pi\u00f9 delle volte i problemi stanno nella scarsa coerenza delle idee, e non nella scarsa conoscenza delle forme linguistiche che le esprimono.<\/p>\n<p>I mecccanismi coesivi si trovano sia nei testi orali che in quelli scritti: in entrambi i casi servono a manifestare la coerenza tra diverse parti del testo, la loro continuit\u00e0 tematica. Per questo, \u00e8 particolarmente importante il modo in cui viene gestito il riferimento alle entit\u00e0. Quando si introduce un referente nuovo nel testo, esso viene indicato normalmente con un sintagma nominale indefinito (C&#8217;era una bambina&#8230;). Le successive menzioni possono avvenire mediante pronomi (&#8230; e tutti le volevano molto bene; e tutti parlavano sempre con lei) o anafore zero (&#8230; Un giorno [0] si svegli\u00f2 di buon ora): si parla in questi casi di catene anaforiche, o referenziali. Se il flusso di eventi riguardante quel personaggio si interrompe, perch\u00e9 si introducono altri personaggi o si danno informazioni di ambientazione, quando si riprende il riferimento ad esso ci\u00f2 avviene con un sintagma nominale pieno, come nella prima introduzione, ma con determinante definito (la bambina). Ovviamente questi meccanismi funzionano anche con testi non narrativi e con riferimento a entit\u00e0 inanimate: Abbiamo preso una bacinella piena d&#8217;acqua. La abbiamo appoggiata su un tavolo. Poi abbiamo tagliato a fette delle mele e delle pere e le abbiamo messe dentro la bacinella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere un testo \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 molto complessa, che si pu\u00f2 dividere in almeno tre grandi fasi, che gi\u00e0 avevano identificato gli antichi. Invenzione\u00a0(inventio). Come prima cosa occorre generare le idee o raccoglierle dalle fonti, identificando cosa c&#8217;\u00e8 da dire. 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