La valutazione dell’interlingua

Analizzare l’interlingua
Nel nostro progetto, la valutazione è unicamente formativa, diagnostica, orientata alla comprensione dei processi evolutivi e volta a migliorare le pratiche didattiche. Si tratta dunque di un’analisi delle produzioni, per capire cosa avevano in mente i loro autori. Perché l’analisi sia un’utile ricostruzione delle strategie e delle sistematicità, e non una semplice caccia all’errore, occorre procedere in modo metodico, identificando diversi ambiti di competenza e, per ciascuno di essi, notare le regolarità. Come guida forniamo un insieme di descrittori che aiutano a focalizzare l’attenzione su un aspetto alla volta, per avere un quadro il più possibile completo e approfondito La scheda di analisi è divisa in due macro-aree, riguardanti la competenza comunicativa e la competenza linguistica. La prima ha a che fare con la capacità di agire mediante il linguaggio, di compiere azioni e raggiungere i propri obiettivi: sapersi scusare, presentare, saper richiedere, descrivere, organizzare un discorso, sono tutti aspetti della competenza comunicativa (che non riguarda solo la comunicazione orale spicciola, ma anche quella scritta e quella scolastica). Sapere coniugare un verbo, scegliere l’articolo o la preposizione giusti, accordare nome e aggettivo, sono tutti fenomeni che riguardano la competenza linguistica.
La prima area della scheda riguarda dunque la competenza comunicativa. Nella comunicazione orale, questa può essere caratterizzata da un lato come fluenza, la capacità cioè di esprimersi agevolmente, scorrevolmente, senza particolari sforzi; dall’altro come efficacia comunicativa, cioè la capacità di trasmettere in modo efficace le proprie idee, riuscire a ottenere i risultati sperati (intrattenere, divertire, commuovere, convincere), organizzare coerentemente il discorso in modo da non causare fraintendimenti o disorientamento nell’interlocutore. Fa parte della competenza comunicativa anche l’uso di risorse non verbali, come il tono di voce, la mimica, le espressioni del viso, tutte risorse con cui si possono ottenere effetti comunicativi.
La seconda macro-area riguarda invece la competenza linguistica, cioè la conoscenza della lingua in senso stretto (fonologia, lessico, grammatica).

La prima sezione riguarda il sistema del nome ed è divisa a sua volta in tre sotto-sezioni:
– morfologia del nome e dell’aggettivo. Nomi e aggettivi sono flessi per genere e/o numero?
– costruzione dei sintagmi nominali. Come viene manifestato l’accordo di genere/numero all’interno di un sintagma come i libri nuovi? quali elementi contribuiscono a creare i sintagmi oltre a nomi e aggettivi? Ad esempio notare il sistema degli articoli, i determinanti come dimostrativi o possessivi, i quantificatori come molti, pochi, qualche.
– pronomi. Quali forme pronominali sono usate? Esistono sia forma toniche (io, tu, lui, me, te ecc.) che atone (mi, ti, gli, lo, ecc.)?

La seconda sezione descrive invece il sistema del verbo e porta a fare principalmente due tipi di osservazioni:
– coniugazione del verbo. Come vengono espresse le diverse persone? Sempre usando la stessa forma del verbo? Oppure con due o tre forme? O con un intero paradigma del tipo mangio, mangi, mangia, mangiamo…?
– tempi, aspetti e modi del verbo. Il verbo può venire flesso per indicare nozioni temporali (il passato: mangiato; il futuro: mangerò), aspettuali (aspetto durativo presente: sto mangiando; aspetto durativo passato: mangiavo o stavo mangiando), o modali (modalità ipotetica: se mangiassi; modalità condizionale: mangerei).

La terza sezione comprenderà i fenomeni sintattici. Ad esempio, notate come vengono costruite le frasi: nell’ordine Soggetto-Verbo-Complemento (Giovanni mangia un gelato); in un ordine Argomento-Commento (Quel gelato, Giovanni lo mangia; o, in un’interlingua più elementare, Gelato, Giovanni mangia); dove vengono messi gli avverbi o i sintagmi avverbiali (a casa, faccio sempre i compitiFaccio sempre i compiti a casa – Faccio sempre a casa i compiti). Particolarmente interessanti per lo sviluppo sintattico sono le frasi subordinate: notate se sono presenti e di quale tipo. In questa sezione sono anche da annotare le formule fisse, pezzi di frase (in inglese, chunks of language) che sembrano essere stati imparati a memoria tutti interi piuttosto che essere frutto di un’elaborazione creativa: ad esempio come si chiama, come ti chiami, quanto costa, non c’è problema. Queste formule sono particolarmente utili e frequenti nelle prime fasi di apprendimento, ma possono essere identificate a tutti i livelli, e non sono rare anche nell’uso da parte dei nativi.

Collegata alla sintassi è la testualità, cioè la capacità di legare tra loro diverse frasi e parti del testo. Occorre osservare se vi è una buona coerenza (cioè se i contenuti seguono un ordine logico e chiaro, adatto all’esposizione) e coesione (cioè se i legami tra diversi elementi presenti nel testo sono esplicitati). Non è necessario usare sempre tanti connettivi testuali: spesso al parlato siamo ellittici e sintetici, e ciò non è affatto un male. Nel valutare questo aspetto, cerchiamo sempre di ricordare che la lingua parlata ha le sue logiche e che il modello non deve essere sempre quello di un testo accademico scritto.

Nella sezione del lessico si noteranno fenomeni come la varietà lessicale, la precisione terminologica, l’uso di sovrageneralizzazione (ad esempio matita al posto di pennarello). Notate anche le strategie comunicative usate per compensare la mancanza di termini specifici, come la cosa per tagliare per dire le forbici.
Per i testi scritti, occorrerà aggiungere una sezione dedicata alla rilevazione di fenomeni legati alla lingua scritta, come l’ortografia, l’uso di segni di punteggiatura e paragrafazione, la scelta e gestione del genere testuale.

Si suggerisce di stampare le trascrizioni e di usare matite colorate per sottolineare i diversi aspetti: ad esempio, il rosso per il sistema verbale, il blu per il sistema nominale, il giallo per i fenomeni sintattici. In questo modo si potranno vedere con un solo colpo d’occhio tutte le forme di una certa categoria, per rilevare le regolarità.
La scheda non deve essere usata in modo meccanico, come se si dovessero spuntare tante caselle, ma è da considerare una guida per condurre un’analisi sistematica, qualitativa, che cerchi di comprendere i fenomeni.

Negli allegati a questa pagina si trovano alcuni testi già analizzati, con i relativi file audio e lo stimolo narrativo di partenza.

 

Allegati

Storia del pesce

Analisi di brani in interlingua

File audio

Cin2008
Sam2008
Sam2007
Cin2007